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I GEMELLI E L’ARCHETIPO DEL PUER

a cura di Lidia Fassio
 

Se esiste un segno dentro il quale un Archetipo si può calare alla perfezione, sia nel suo lato luce che in quello ombra, è proprio quello dei Gemelli con il Puer.

Si parla tantissimo di “Puer” anche perché da un po’ di anni si conosce molto di più della psicologia e perché vi sono più possibilità di vivere pienamente questo archetipo, mentre un tempo c’era un’esigenza molto più pressante che spingeva prematuramente ad  entrare in quello del Senex… il suo contraltare.

 

L’archetipo del Puer si può manifestare, soprattutto nel lato ombra, quello che però conosciamo di più, in  una gamma infinita di personalità che vanno dalla… “narcisistica all’ispirata, l’effeminata, la fallica, la curiosa, l’inventiva, la pensosa, la passiva, l’ardente, la capricciosa”. Così sostiene Hillman nel suo libro “Puer aeternus” in cui affronta in maniera magistrale questo archetipo, sostenendo anche che ogni descrizione del Puer sarà sempre complessa e non esauriente in quanto lo sfondo archetipico non riesce mai completamente a distinguersi da quello nevrotico.

 

Hillman sostiene che l’archetipo del Puer consente alla parte collettiva della psiche di portare il lato spirituale dentro a quella individuale ed assegna a questo archetipo un aspetto estremamente nobile ed elevato che  spesso non si ritrova nella singola personalità poiché il lato luce dell’archetipo viene relegato ed espulso da quello nevrotico familiare che riesce a bloccare il rapporto con lo “spirito” evidenziandone solamente i toni più bassi.

 

In effetti è un archetipo che si lega bene ai Gemelli e ai mercuriali in genere ma che, contrariamente a quanto si pensa, non è - o meglio non dovrebbe essere - riflesso solamente nella parte adolescenziale e nell’immaturità o nel desiderio di non crescere.

E’ pensiero comune che una personalità resti Puer nel momento in cui non si assuma le responsabilità e resti a lungo ancorata ad un territorio di mezzo in cui si identifica e comporta come un “eterno ragazzo” nell’accezione irresponsabile; questo è più legato al mito di Peter Pan, il piccolo e fantasioso bambino della favola che a lungo non riesce ad uscire dai giardini di Kensington perché non vuole entrare nel mondo degli adulti che ritiene noioso e poco adatto alla sua verve e alla sua fantasia e quindi resta a lungo fissato psicologicamente in uno stato di infantilismo.

 

Invece Hillman spiega bene che il Puer è una creatura d’Aria, un archetipo di tipo spirituale che permette alla personalità di elevarsi e di ricercare il proprio lato divino: tuttavia, il Puer non sa camminare sulla Terra, è a disagio in questo mondo e la mitologia, che è saggia e che interpreta meravigiosamente bene il simbolo, lo mostra “zoppo e claudicante” e quindi “menomato” ma non in sé stesso, bensì dalle figure parentali che operano in modo “castrante” proprio sulla  parte divina per farlo aderire ed adattare alla realtà ordinaria.

In pratica lo psicanalista sostiene che il Puer è attrezzato per volare in verticale ovvero per salire verso l’etericità dello spirito perché questo è insito nella sua natura; tuttavia spesso si trova immerso nell’impotenza e nella debolezza che giungono dall’ambiente circostante e pertanto blocca la potenzialità iniziale. E’ molto preciso Hillman nel dire che il Puer non si trova bene nel mondo orizzontale.. quello dello spazio tempo.. perché quel mondo lo limita, lo costringe a camminare - e lui è claudicante - mente lui è chiamato a “volare”; quando sente il suo desiderio di cogliere i lampi geniali che giungono dalla sua “divinità interiore” e avverte di non essere apprezzato ma anzi, visto come pericoloso, allora si ferma, rinuncia ed  “atterra” in attesa di un’altra opportunità di manifestare la sua natura.

 

Il Puer è rapido, veloce, pronto, capace di immediatezza, di leggerezza e di umorismo: tutte qualità che gli consentono di arrivare rapidamente alla meta evitando il tempo, qualcosa che appartiene al Senex che è il suo complementare: il Puer non conosce la pazienza e non conosce l’attesa e quando non può procedere nel suo modo, si trova “fermo, come se fosse sospeso”.. o meglio fissato in una terra di mezzo che non ama e che lo blocca. A quel punto può trovarsi nella situazione di sostarci anche per tantissimo tempo.. senza mai rendersene conto in quanto non conosce e non si accorge dello scorrere del tempo in quanto non vive in quella dimensione.

 

E’ molto interessante ciò che dice Hillman quando afferma che il Puer vaga in cerca di esperienze che cattura e coglie con la sua prontezza, ma il suo non è un vagare per “tornare a casa” proprio perché, essendo creatura spirituale, non ha legami, non ha attaccamenti e quindi non può avere neppure nessuno che lo attende da qualche parte dell’universo e tantomeno sulla Terra. Credo che proprio in questa caratteristica possiamo vedere il lato spirituale come una dimensione in cui non si appartiene più ad un qualche mondo in particolare, non si può più prendere in considerazione la realtà né tantomeno ancorarsi ad essa come ad un qualcosa che rassicura dal pericolo del “volo” o del distacco di cui esso è portatore; per il Puer, il vero pericolo è la Terra, è lo stare in “basso”: questo è il regno dove lui è vulnerabile e dove rischia veramente di trovarsi handicappato e di ferirsi le ali ed i talloni.

Il Puer però spesso si lascia sedurre dalla Grande Madre che gli chiede di imparare a vivere nel mondo della realtà, in quel mondo che solo apparentemente sembra gratificare la sua voglia di successo e di visibilità (il lato narcisista dell’archetipo) ma che poi lo limita e lo trattiene togliendogli anzi, facendolo vivere dentro ad una sorta di “incantesimo” che è la Terra di mezzo quel lato che vediamo e riconosciamo nei Mercuriali non realizzati.

La parola “incantesimo”, psicologicamente parlando, indica un territorio dove si è fermi.. dove tutto è fermo.. soprattutto dove il tempo si ferma; è un territorio difficile perché è un territorio infero, quasi mortifero;  solo se si è nel mondo dello spirito si può eludere il tempo; in tutti gli altri mondi il tempo esiste ed è quello che fornisce senso ed esperienza.. continuità ed identità; nella terra di mezzo il tempo esiste ma è fermo ed è questa la particolarità negativa.

Quando il Puer viene trattenuto nella terra di mezzo è in realtà bloccato ed è qui che ci si accorge che è rimasto fermo all’età adolescenziale proprio perché non può accedere a nessuna delle due dimensioni e quindi è in “sospensione” e non può crescere. In realtà il Puer non avrebbe bisogno di crescere in quanto appartiene ad un’altra dimensione, quella dello spirito in cui è perfetto così come è libero di muoversi nell’etere; se viene trattenuto e vive sulla Terra mostra tutti i suoi limiti primo fra tutti quello dell’impossibilità di esprimere il lato spirituale ed è allora che si affaccia quello nevrotico e narcisistico che non gli permette di entrare dentro alle situazioni ma di sfiorarle solamente; non si coinvolge ma rimane freddo e distaccato, come una creatura “estranea alla vita”; non vive neppure lla fase adulta della sessualità ma resta ancorato a forme don giovannesche o omosessuali, tipiche di chi non ha mai accettato il principio di eros.

 

Hillman sostiene che poiché lo spirito è legato all’eternità.. tutto ciò che è governato dal Puer non può cambiare.. resta immutabile ed è qui che noi vediamo il lato ombra dell’archetipo in azione nei Gemelli  rimasti ancorati a qualche aspetto della realtà e della Grande Madre: troviamo infatti che restano sempre uguali nel tempo.. sempre fermi alla dimensione di Ermes che nasce adolescente ma non può cambiare il suo stato  poiché governa su un altro regno e non su quello della Terra.

 

A quel punto non ha sensibilità, non ha ANIMA perché l’anima appartiene al lato femminile che è rigorosamente legato al tempo e all’esperienza; è simpatico ma effimero, estetico ma legato al lato mentale della bellezza, non può sviluppare emozioni perché non vive rapporti in quanto è incapace di coinvolgersi.

 

Non sempre l’archetipo del Puer viene compreso nella sua complessità.. in effetti spesso si pensa ad esso come ad un sintomo di immaturità; in realtà è il lato divino che c’è in noi che non deve mai essere costretto e limitato alla realtà; è un lato che deve vivere dentro di noi perché ci permette di agganciare e contattare la creatività divina; è il lato che vuole raggiungere la perfezione proprio attraverso l’essere sempre in contatto con lo spirito. E’ la capacità di entusiasmarsi come accadeva da giovani, di muoversi rapidamente e di passare da un interesse all’altro scoprendo di volta in volta qualcosa di nuovo di sé e del mondo; è lo spirito del tornare a “volare” e di non restare sempre solo ancorato alla Terra anzi, il lato Puer della vita è quello che ci permette di elevarsi al di sopra e di fuori delle strutture consentendoci nuovamente di avere tutte le opportunità (fase tipica dell’adolescenza quando i giochi sono ancora totalmente da aprirsi).

Quando non riusciamo a vivere in contatto con questo archetipo siamo obbligati ad entrare nel suo complementare: il Senex un luogo dove l’Eros (legato al Puer) e gli ideali soccombono alla realtà e al bisogno di successo e di potere del mondo materiale ma, in entrambi i casi - avverte Hillman - siamo sempre costretti a vivere i due archetipi solo nel lato ombra.

 

Questa è la ragione per cui noi dobbiamo essere in contatto con tutti i nostri archetipi cercando di armonizzarli e di non bloccarli; questo accade quando un archetipo ci sembra poco adatto a farci sentire premiati ed amati. Indubbio che la nostra società spinge sempre verso il successo e la realizzazione esterna e, in questo modo, imprigiona dentro a ruoli e strutture che poi uccidono il lato “divino”; in questo modo però viviamo anche il lato triste del “Senex” quello fatto di doveri e di regole che spengono l’entusiasmo e l’amore per la vita di cui, invece, è portatore il “Puer” in quell’avventurarsi e non fermarsi mai in una struttura rigida.

Il lato ombra del Puer lo troviamo negli immaturi che sognano di restare eterni bambini senza mai attraversare la vita; lo vediamo negli iperattivi che, non avendo contattato il loro lato divino, lo temono e sfuggono a qualsiasi indagine interiore; lo vediamo nelle persone che pensano che sia la giovinezza e la bellezza esterna a dare senso alla vita; lo troviamo nell’adulto che accusa la società di non comprenderlo e di non dargli spazio e, infine, lo troviamo in chi confonde vivere nel mondo con la mondanità.

 

Nella nostra epoca è oltremodo importante riconoscere il Puer proprio per agganciare quel lato divino che può farci accedere alla dimensione di conoscenza che vive e passa attraverso l’eros che è il vero principio eterno primordiale ed immutabile, già presente prima della nascita del mondo in quanto è proprio Eros -  forza di amore e di conoscenza - che spinge Gea a creare il mondo. Hillman dice che quando lo spirito è scisso dalla coscienza si produce a ripetizione uno schema di “azione senza conoscenza” qualcosa che spesso vediamo nel segno dei Gemelli non compiuto allorchè ripete all’infinito situazioni senza mai sintetizzarle in  esperienza.





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