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EQUINOZIO DI PRIMAVERA 2018

a cura di Sandra Zagatti
 

All’interno della prossima stagione primaverile, i protagonisti saranno due pianeti dall’energia intensa, dinamica, un po’ aggressiva e ribelle, cioè Marte e Urano.

Marte terminerà innanzitutto il suo transito in Capricorno, congiungendosi a Saturno il 2 aprile e a Plutone il 26 dello stesso mese (ovviamente queste sono le date dell’aspetto esatto, ma il transito sarà attivo con un’orbita di diversi giorni). Si tratta di due congiunzioni delicate, che si formeranno rispettivamente intorno ai 9° e ai 21° del segno, coinvolgendo nel primo caso Mercurio per quadratura e, nel secondo, Giove per sestile. Le simbologie più in evidenza sembrano quelle legate al potere, all’autorità, alle istituzioni politiche o finanziarie, forse con decisioni importanti e pesanti per la gente (le nazioni, le famiglie, rappresentate dall’opposto segno del Cancro). Può anche darsi che l’approccio strategico sia preferito a quello diretto, con motivazioni ed esiti diversi a seconda dei contesti. Per l’Italia, ad esempio, saremo probabilmente ancora in fase di avvio del nuovo Governo, e non è da escludere che i confronti programmatici siano condotti in un’atmosfera di lotta più o meno trasparente, magari con ricatti o pressioni varie…

A metà maggio ci saranno poi due eventi astrologici di forte impatto. A distanza di poche ore, sia Marte che Urano cambieranno segno. Per la precisione Urano, dopo sette anni in Ariete, entrerà in Toro il 15 maggio alle 15:16 GMT: sarà solo un primo passaggio (a inizio novembre rientrerà infatti in Ariete, e l’ingresso ufficiale in Toro slitterà a marzo 2019) ma comunque importantissimo. Anche perché Marte, il 16 maggio alle 6:55 GMT entrerà in Acquario, segno governato appunto da Urano, dove resterà sino a metà novembre, per via del suo lungo anello di sosta (con una sola pausa tra il 14 agosto e il 10 settembre, quando con moto retrogrado rientrerà in Capricorno).

La nuova posizione di Urano, pur non ancora definitiva, inserisce un cambiamento cruciale nelle sinergie dei cicli planetari. Ricordo infatti che, nel corso del suo passaggio in Ariete, è stato opposto a Saturno nel 2011, in quadratura a Giove tra il 2013 e 2014, poi di nuovo opposto a Giove nel 2017, ma soprattutto ha formato una lunghissima quadratura con Plutone (circa sette-otto contatti tra 2011 e 2016): dissonanza che ha accompagnato, tra altre cose, la profonda crisi economica in Italia e in Occidente. Il suo passaggio in Toro, invece, non soltanto determinerà in estate un interessante trigono a Saturno ma in generale andrà a rinforzare i valori di concretezza legati all’Elemento Terra, senza nulla togliere all’energia di rinnovamento che il pianeta rappresenta.

Dal punto di vista esclusivamente zodiacale, si potrebbe dire che sarà un Urano più “pacato” (se mi permettete la sbrigativa personalizzazione dei termini). Penso con fiducia a possibili scoperte scientifiche orientate al naturale, a una maggiore intraprendenza nei settori della green economy o delle energie sostenibili, senza escludere ulteriori passi – si spera più responsabili – nelle biotecnologie enell’agricoltura genetica. Ma queste sono ovviamente ipotesi sul lungo periodo (Urano resterà in Toro sino al 2026…) mentre per questa fase iniziale del suo transito resta l’incognita della quadratura di Marte, che sarà attiva nella seconda metà di maggio, poi nella prima di agosto e nella seconda di settembre. Una dissonanza nervosa, indicatrice di forti istanze affermative nonché di tensione e instabilità.

Peccato, perché proprio entro fine maggio dovrebbe esserci l’annunciato incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il dittatore nordcoreano Kim Jong-un: un incontro per ora privo di conferme ufficiali anche se fervono i contatti diplomatici preparatori e che, data la complessità delle questioni da trattare (dalla sospensione dei test atomici coreani alla revisione delle sanzioni statunitensi), lascia ancora molto scettici gli analisti e osservatori internazionali. Onestamente non so quanto il contemporaneo e assai più incoraggiante trigono tra Giove e Nettuno possa contribuire al buon esito di un tale vertice, ma se è vero che Marte parla di guerra e Urano ha molto a che fare con il nucleare… è altrettanto vero che Giove e Nettuno dovrebbero offrire una visione più nobile e più ampia dei valori umani. Auguriamoci quindi che i due leader non incarnino soltanto la quadratura Marte-Urano e che il trigono Giove-Nettuno non rappresenti solo le speranze dell’umanità.

Ma a prescindere dalle questioni politiche o socioeconomiche, nonché dai tanti e diversi eventi che potranno accadere nei prossimi mesi, non certo “causati” ma semmai caratterizzati dalla dialettica tra Marte e Urano, non dimentichiamo che questo aspetto celeste ci coinvolgerà anche a livello personale: tutti i segni saranno infatti interessati (in particolare i primi gradi) da almeno uno dei due pianeti, seppure con transiti di differente tipologia. Non è questa la sede per entrare nei dettagli (in tal senso rimando ai prossimi oroscopi mensili) ma in linea generale si tratterà di gestire un’energia di valenza individualistica, che spingerà ad esprimersi in modo diretto, autonomo, con eventuali corollari di competizione o persino ribellione nei confronti di ostacoli o rivali.

Non è una configurazione facile, perché verrà calmierata solo parzialmente da Saturno e comunque, prima di essere veicolata in senso costruttivo, richiederà uno scomodo confronto con la matrice di ogni cambiamento: insofferenza, scontentezza, stanchezza, stress. D’altra parte, Urano cerca il nuovo, spinge verso il futuro, ma lo fa soltanto in relazione a ciò che, nel presente, trascina forme passate ormai irrigidite e svuotate di motivazioni e utilità; da parte sua, Marte aggiunge una legittima volontà di affermazione personale che però necessita di progetti realistici, anche se ambiziosi o per certi aspetti rivoluzionari. Insomma, il connubio tra i due pianeti evidenzia la necessità di un distacco da abitudini e convenzioni stantie, per promuovere la conquista e/o la difesa di bisogni e desideri “aggiornati” alle finalità e risorse attuali. Scelte di valore, decisioni coerenti e azioni conseguenti, che sembrano destrutturanti ma di fatto mirano e invitano a una ri-forma della realtà, prima soggettiva poi oggettiva: cosa voglio davvero? come posso perseguirlo? quanto sono disposto a investire, a osare e a rischiare per ottenerlo?

Insomma è una primavera che offre rigenerazione ma esige coraggio: per qualcosa, per molto o per tutto, a seconda dei casi. Una stagione di svolta.





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