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RIFLESSIONI ASTROLOGICHE SUL 2018

a cura di Fabrizio Cecchetti
 

Il nuovo anno solare è iniziato da due mesi abbondanti e non si sono ancora smorzate del tutto le consuete curiosità del periodo. Molti, infatti, continuano a chiedersi quali saranno le tendenze e gli eventi significativi che esso ci riserverà. Si tratta di un interesse assolutamente legittimo, ma che non tiene conto di un fenomeno celeste spesso precedente il primo giorno di gennaio e capace di determinare la fisionomia più vistosa di un’annata: l’ingresso di Giove in un dato segno.

Gli astrologi sanno benissimo che tale avvenimento cosmico si riproduce ogni 12-13 mesi imitando in un certo senso il giro completo apparente del Sole sulla pista zodiacale. Grazie alla sua sosta di durata quasi annuale il pianeta gigante è in grado, infatti, di fissare con forza e vivacità i significati dello spicchio zodiacale che sta attraversando. E così pure i valori simbolici degli aspetti geometrici stabiliti in quell’arco di tempo con i compagni più lenti del sistema solare.

Naturalmente, la qualità e il clima di un’annata potrebbero essere descritti esclusivamente attraverso gli spostamenti e i rapporti reciproci di Saturno, Urano, Nettuno e Plutone, ma sarebbe come ascoltare un coro composto unicamente da bassi e baritoni: mancherebbe totalmente la voce squillante ed espressiva del tenore.

Vediamo allora quando è cominciato davvero il 2018 e quale coloritura esso ha assunto grazie al “canto” di Giove.

GIOVE IN SCORPIONE. IL TRILLO DEL DIAVOLO

Il cambio di registro “canoro” o, per meglio dire, psicologico è avvenuto precisamente l’11 ottobre dell’anno passato con l’ingresso di Giove nel segno dello Scorpione. Un evento celeste che ha provocato il passaggio da un’atmosfera raffinata ed elegante, ma allo stesso tempo rigida sulle questioni etiche e giuridiche (Giove in Bilancia) a un clima altrettanto sofisticato, tuttavia ambiguo e contaminato, incline a scivolare facilmente verso gli abissi più oscuri dell’animo umano (Scorpione).

Per riuscire a comprendere meglio gli effetti di questo spostamento planetario è indispensabile fissare l’attenzione sulla vera e propria deformazione che le simbologie gioviane subiranno fino all’8 novembre di quest’anno. Il motivo della distorsione è legato intimamente alla “caduta” schematica del pianeta gigante nell’ottavo segno zodiacale.

Prendiamo, ad esempio, uno dei significati fondamentali di Giove: la capacità di godere la vita con serenità, trionfante appunto nell’opposto segno del Toro. Quando la sperimentiamo nella sua forma originaria lo facciamo assaporando le cose semplici e naturali: il cibo genuino, l’attaccamento per le persone care e per il proprio orto o giardino. Nel momento in cui, però, queste non ci appagano più e ci annoiano o diventano per varie ragioni inaccessibili (Giove in caduta in Scorpione) ecco che siamo spinti a cercare dei loro surrogati, oppure qualcosa che li rendano stuzzicanti.

Con la presenza di Giove in Scorpione non ci si accontenta delle cose troppo semplici ed elementari, siamo spinti a cercare dei piaceri un po’ morbosi, a fare esperienze conturbanti in prima persona, oppure ad interessarsi di vicende oscure ed equivoche altrui.

Una prova lampante di questa tendenza è riscontrabile, guarda caso, nelle cronache degli ultimi mesi: si tratta del pervasivo e tambureggiante interesse mediatico cresciuto intorno allo scandalo delle molestie sessuali. Alcuni personaggi molto importanti del mondo dello spettacolo sono stati incolpati di aver abusato del loro potere e/o del loro carisma per avere avuto dei rapporti erotici (Scorpione) con le loro vittime, per lo più donne, desiderose sì di far carriera ma non di ricevere attenzioni indecenti.

Al di là dell’attendibilità delle accuse difficilmente dimostrabili, ci troviamo senza dubbio di fronte a un fenomeno mediatico alimentato dal gusto sotterraneo della gente per i segreti inconfessabili, per i comportamenti perversi e piccanti, o addirittura per la caccia al mostro di turno attraverso cui scaricare il proprio latente sadismo (Giove in Scorpione).

Questo immenso ed improvviso polverone mediatico non sarebbe spiegabile chiamando in causa solo il deprecabile e odiosissimo vizio maschile di circuire il gentil sesso sfruttando la propria posizione sociale e/o professionale, visto che si tratta di un comportamento vecchio quanto il mondo. Volendo giudicare in modo davvero imparziale ed accorto la faccenda, dovremmo anche domandarci se dietro lo schermo di tutto questo straripante (ma secondo me falso) moralismo ci sia dell’altro: magari una banale smania di pubblicità e profitto volta a sfruttare le dissolutezze del prossimo, oppure persino una regia politica nascosta molto raffinata.

Non solo la permanenza di Giove in Scorpione ma anche il sestile che quest’ultimo ha stabilito e stabilirà ancora nei prossimi mesi con Plutone in Capricorno, potrebbe farci sorgere qualche sospetto in merito.

Teniamo presente che Plutone in Capricorno sta simboleggiando da un po’ di anni ormai un potere finanziario subdolo ed inquietante che si è insinuato nelle più alte sfere delle istituzioni, non solo nazionali, ma addirittura mondiali. Un potere che utilizza i mezzi di comunicazione di massa con una perizia e un’efficacia mai viste prima nella storia, e dunque in grado di manipolare a suo vantaggio quasi tutta l’opinione pubblica globale.

In base ai bellissimi aspetti ricevuti da Giove in Scorpione possiamo supporre, insomma, che il piacere di svelare verità sconcertanti ed imbarazzanti continuerà ancora per mesi a deliziare le menti un po’ perverse circolanti nel mondo; senza però infastidire quelle assai temibili presenti nelle stanze segrete del Potere (buon aspetto con Plutone in Capricorno), né tantomeno quelle che custodiscono il sentimento religioso dominante (splendido aspetto con Nettuno in Pesci).

La verità, in fondo, può essere sottaciuta o persino manipolata con abilità se occorre, specialmente quando serve ad evitare dei guai o, meglio ancora, ottenere degli scopi reconditi molto vantaggiosi. Ecco cosa potrebbe ulteriormente riservarci Giove in Scorpione nei mesi prossimi venturi: una disinvolta e lucida inclinazione della gente a raccontare frottole, a rifilare patacche e a fare delle promesse che non si potranno mantenere. I più bravi ed esperti, ma anche i più spregiudicati, in quest’arte retorica si dimostreranno come al solito i politici (Scorpione-politica), specie quelli nostrani (l’Italia e perfino il tema della Repubblica sembrano infatti molto segnati dallo Scorpione).

Nello stesso solco scorpionico si sta esprimendo anche un’altra simbologia gioviana trionfante nella sua esaltazione taurina: il piacere di accrescere il proprio benessere materiale, di far lievitare gradualmente il proprio gruzzolo in banca o, meglio ancora, il proprio piccolo o grande patrimonio immobiliare. Giove in Scorpione, infatti, sta diffondendo una smania completamente diversa: realizzare lauti profitti con la massima velocità possibile, ma anche di rischiare ciò che si possiede in modo apparentemente calcolato. E così dunque, anziché suscitare il desiderio di trasformare il denaro guadagnato in un bene solido e duraturo, il pianeta gigante sta alimentando in questo momento il gusto di convertire i soldi risparmiati intitoli finanziari più o meno redditizi, di entrare in un vortice di scommesse fondamentalmente indecifrabile grazie al quale è possibile intascare vincite cospicue, ma anche subire rovinose perdite (Scorpione-amore del rischio).

Gli ottimi aspetti intrattenuti adesso da Giove, sia con Plutone in Capricorno che con Nettuno in Pesci, inducono a pensare che questo ritorno dell’interesse per i mercati azionari non sia solo il frutto di un impulso occasionale, bensì la conseguenza di un’opera di persuasione sotterranea esercitata ancora una volta dall’alta finanza attraverso le leve della politica e dei mezzi d’informazione sottoposti al suo controllo, ma anche ispirata dagli ideologi liberisti più ingenui. Un’opera di persuasione volta a far credere che la grande crisi economico-finanziaria iniziata nel 2008 sia ormai terminata e che è dunque giunto il momento di ricominciare a giocare in borsa, di ricavare di nuovo grandi profitti e insomma di poter investire fiduciosamente nel futuro (Giove-ottimismo in Scorpione-semina).

L’accumulo di Giove, Saturno e Plutone che si verificherà tra un paio d’anni nel duro e privativo segno del Capricorno sembra, purtroppo, smentire clamorosamente questo tentativo di convincimento. L’eccezionale appuntamento celeste del 2020 potrebbe rappresentare, infatti, un momento cruciale dell’economia e dell’assetto geo-politico mondiale. Una fase in cui molti nodi verranno contemporaneamente al pettine e sulla quale calerà un cupo clima di tensione o preoccupazione generale, tutt’altro che favorevole alla crescita della ricchezza globale.

Per adesso, comunque, molte cose sono concesse o persino incentivate, come ad esempio investire su assets strani ed inusuali (Nettuno in Pesci) tipo le cripto-valute. Con l’aiuto malandrino di Giove in Scorpione i più navigati ed astuti operatori finanziari, inoltre, troveranno modi molto ingegnosi di trasferire e far fruttare i loro soldi nei nuovi paradisi fiscali che, alla faccia dei contribuenti onesti, si stanno allestendo un po’ ovunque sul globo (Nettuno in Pesci, signore dell’evasione, compresa quella fiscale).

C’è poi un’ultima possibile ricaduta della configurazione celeste disegnata da Giove in questo periodo che, a mio avviso, merita di essere approfondita: la crescita nascosta e ben mimetizzata del fenomeno migratorio che sta investendo negli ultimi anni l’Europa-Toro e un po’ tutto l’occidente.

Come è stato spiegato più volte, questo movimento epocale di popolazioni provenienti dai paesi poveri e/o in guerra (come quelli dell’Asia Centrale, del Medioriente e dell’Africa), può essere rappresentato in modo piuttosto preciso dal passaggio di Nettuno nei segni governati più intensamente da questo pianeta: l’Aquario e soprattutto i Pesci. Da quando questo pianeta è entrato nell’ultimo segno zodiacale, ovvero nel 2012, abbiamo infatti osservato un’impennata straordinaria del fenomeno, anche nelle sue modalità realizzative dai risvolti spesso tragici.

Nettuno in Pesci, non a caso, è il massimo ispiratore della fuga dai pericoli, così come dei lunghi viaggi nell’ignoto, ma anche il signore incontrastato del mare e purtroppo dei naufragi. Tutti elementi strettamente collegati, come si può ben capire, all’esperienza dolorosa delle popolazioni che devono raggiungere i luoghi della propria salvezza attraversando le acque del Mediterraneo o percorrendo le rotte balcaniche sulla terra ferma.

Una volta rammentato questo rapporto simbolico fondamentale analizziamo più in dettaglio cosa ha comportato e cosa potrebbe comportare in seguito il trigono instauratosi per la prima volta alcuni mesi fa tra lo stesso Nettuno in Pesci e Giove in Scorpione. Come ho accennato più sopra, esso sembra aver favorito l’aumento dei flussi migratori (Nettuno in Pesci ben supportato da Giove-espansione), ma senza dare troppo nell’occhio (Scorpione), evitando di provocare ulteriori tensioni nei paesi ricchi ospitanti.

Le autorità dell’UE, per esempio, hanno cercato di eludere la suscettibilità di alcuni membri più recalcitranti distribuendo sapientemente i vari rifugiati-migranti su più nazioni, suddividendoli in piccoli gruppi. Ma il modo più astuto, e se vogliamo più ipocrita, di rendere invisibile questo flusso crescente è stato un altro: delegare una parte cospicua dell’organizzazione dei campi di accoglienza e di identificazione ai paesi extra-comunitari da cui partono solitamente i barconi o le comitive di profughi, Libia e Turchia su tutti. Con questa mossa il problema migratorio sembra in effetti rallentare ed assumere una connotazione meno disturbante ed allarmante, ma non viene certo risolto.

Secondo molti osservatori indipendenti, questa strategia finirà purtroppo per creare molta più sofferenza di quanta se ne vorrebbe, a parole, alleviare. Le popolazioni in fuga potrebbero essere ammassate in centri di raccolta nascosti e poco controllabili (Scorpione), dove sarebbero esposte più facilmente a condizioni di terribile disagio o persino a forme di sfruttamento e di crudeltà del tutto inaccettabili (Scorpione).

Bisogna considerare che la fusione dei valori gioviani con quelli scorpionici può generare un atteggiamento molto ambiguo nei confronti della questione migratoria: da un lato il desiderio di mitigare (Giove) le condizioni di disagio e di pericolo affrontate dalle persone in fuga (Scorpione-sradicamento e precarietà); dall’altro l’impulso a speculare sulle loro tragedie in forme ben dissimulate (Scorpione-profitto sommerso).

Il fatto che si è deciso di investire molte risorse in quest’operazione, dunque, non dimostra necessariamente che c’è la volontà di fare semplicemente del bene. Potrebbe semplicemente segnalare l’esistenza di un desiderio più complicato e tortuoso: sottrarre alla criminalità organizzata il giro di affari enorme (Giove in Scorpione) legato al trasporto e all’accoglienza dei profughi-migranti (Scorpione-traghettamento e riparo temporaneo). Un traffico che potrebbe essere vantaggiosamente ricondotto nei circuiti economici regolari, anziché continuare ad arricchire quelli sommersi ed illegali (Giove in Scorpione-affioramento del nascosto).

Accanto a questa esigenza di tipo puramente economico potrebbe essercene un’altra, ancora più velata, di tipo geo-politico. Il bisogno, ad esempio, di riconquistare un certo peso nelle vicende di una nazione lacerata dai contrasti tribali come quella libica, oppure un migliore rapporto diplomatico con la sempre più ambiziosa e integralista Turchia.

L’ambivalente ed equivoco approccio nei confronti dei profughi-migranti che si è imposto ultimamente, se non altro a livello oratorio e propagandistico, persisterà ancora a lungo? Avrà qualche ricaduta reale e prolungata?

Tenendo conto della natura vaporosa e ridondante di Giove, oltre che della moderata durevolezza dei suoi transiti, è facile prevedere che questo atteggiamento dai contorni morbidamente scorpionici non avrà né la continuità, né tanto meno l’efficacia e il consenso sperati.

All’orizzonte si sta profilando, infatti, un transito planetario assai più potente e perseverante, in grado di capovolgere completamente le politiche adottate finora sul piano migratorio: l’ingresso di Urano in Toro.

Una riflessione più approfondita sui possibili effetti di questo transito la farò tra poco, prima però soffermiamoci sull’ingresso di Giove in Sagittario.

GIOVE IN SAGITTARIO. LA CAVALCATA DELLE VALCHIRIE

Dal 9 novembre di quest’anno Giove lascerà le acque torbide e paludose dello Scorpione per entrare nel regno infuocato ed entusiasmante del nono segno zodiacale.

Il pianeta qui ritroverà una delle sue sedi privilegiate e perciò potrà esprimere le sue qualità “canore” al meglio. La sua “voce” nel coro celeste del sistema solare non avrà più bisogno di mascherarsi e/o distorcersi, si farà sentire in modo chiaro esprimendo la sua natura fiduciosa e baldanzosa così com’è.

L’attrazione scorpionica per i piaceri proibiti ed insani cederà improvvisamente la scena all’edonismo assai più semplice ed innocente, quasi infantile potremmo dire, del Sagittario. Sull’onda degli investimenti fatti mesi prima l’economia sembrerà galoppare come non mai. Sarà giunto il momento di una crescita e di un’abbondanza quasi miracolose, ma anche il tempo di una dilatazione dell’ottimismo e dell’euforia potenzialmente pericolosi.

Questo passaggio planetario porta spesso forti aumenti della ricchezza materiale, favoriti da piani economici ultra-espansivi, tuttavia se viene afflitto da aspetti collaterali molto negativi può anche innescare dei processi che conducono successivamente al collasso o al forte ridimensionamento del sistema finanziario per eccesso di crescita.

Un fenomeno simile è avvenuto nel 2007, un anno prima del famigerato crollo delle borse americane che ha fatto piombare il mondo nella grande stagnazione, tuttora non completamente conclusa. Giove in Sagittario dovette allora subire il quadrato di Urano in Pesci, questa volta invece dovrà patire l’ostilità di Nettuno nello stesso segno.

I primi veri sintomi di caos ed instabilità generati dalla bolla espansionistica finanziaria appariranno evidenti probabilmente solo nel 2019, quando Giove in Sagittario formerà una prolungata quadratura con Nettuno in Pesci.

Gli ultimi due mesi dell’anno saranno, comunque, caratterizzati da una delle più tipiche simbologie del pianeta nel nono segno zodiacale: la favella.

Dalla seconda settimana di novembre in poi potremo notare nella nostra società la diffusione di una tendenza spiccata e travolgente, ovvero quella di parlare a ruota libera, di raccontare a viva voce delle storie, ma anche di predicare a tutti il proprio infallibile credo, di salire in cattedra pontificando a destra e a manca, di inventarsi addirittura nuovi linguaggi.

Tra una pausa e l’altra di tutto questo vociare gioviano, dapprima limaccioso ed ingannevole (Scorpione) e più tardi fragoroso e ridondante (Sagittario), si sentirà tuttavia salire di tono anche un rumore sgradevole e preoccupante, simile a quello provocato da un oggetto squadrato, duro ed enorme che sta per rompersi in mille pezzi o che si sta sfregando con un altro, ugualmente rigido ed imponente.

E’ il segnale sonoro metaforico dell’incedere lento ed inesorabile di Saturno nel freddo Capricorno.

SATURNO IN CAPRICORNO. SCRICCHIOLII TRA I GHIACCI

Saturno ha abbandonato il segno del Sagittario già alla fine dello scorso anno (il 21 dicembre per l’esattezza) facendo ingresso in una delle sue sedi preferite: il Capricorno, appunto.

Il pianeta della ragione e della logica ha dunque messo da parte ogni giustificazione ideologica e/o religiosa, ogni facile ottimismo ed entusiasmo, tipici del precedente Sagittario, ed è ritornato ad esaminare gli eventi del mondo, anche quelli più tragici, attraverso l’analisi fredda e spietata della realtà così com’è (Capricorno).

Con questo passaggio planetario è arrivato, insomma, di nuovo il momento di guardare in faccia ai problemi veri, di fare i conti con la dura situazione contingente in cui versa il mondo, di prendere atto cioè che le risorse a disposizione dell’umanità non sono infinite.

Nei prossimi due anni e mezzo Saturno in Capricorno ci costringerà a rinunciare ad ogni utopica speranza di crescita perenne, ad ogni illusoria aspettativa di suddivisione ugualitaria della ricchezza; ci obbligherà a fare delle scelte difficili e dolorose, basate non tanto sul senso di giustizia e sul rispetto dei diritti umani, quanto sul principio meritocratico e sui rapporti di forza.

Ci imporrà, in altre parole, il compito non sempre gradevole di premiare i più capaci penalizzando e scartando quelli che non lo sono, o che non hanno avuto la fortuna di studiare e maturare le proprie competenze; così come quello ancora più cruciale di calcolare sapientemente ma implacabilmente le mosse da svolgere; perché se non lo faremo potremmo pagarne un terribile scotto in un futuro non molto lontano.

La necessità di dover affrontare la realtà nei suoi aspetti più difficili e pesanti, simboleggiata da Saturno in Capricorno, rappresenta tuttavia anche una grande occasione: imparare dall’esperienza per acquisire una struttura organizzativa più solida e duratura ad ogni livello.

Questo passaggio planetario, infatti, costituisce una tappa formidabile del ciclico divenire in cui è possibile, non solo conseguire la lucidità e la determinazione indispensabili per garantirci la sopravvivenza nei momenti critici, ma anche le doti di autonomia ed indipendenza volte a renderci più responsabili e maturi sul piano collettivo.

Sotto tale profilo può essere molto interessante lo stupendo trigono che tra agosto e settembre Saturno in Capricorno stabilirà con Urano in Toro.

Grazie al formidabile aspetto planetario appena menzionato il signore celeste del rigore logico-razionale riuscirà forse a suggerirci i mezzi e le opportunità migliori per trovare un rimedio (seppure provvisorio) al malfunzionamento del sistema economico dominante; oppure semplicemente un piano B per resistere all’inevitabile atto finale della crisi nel 2020-’21.

L’appoggio uraniano di quest’anno renderà Saturno sicuramente più dinamico e fattivo, ovvero meno incline a prescrivere le solite ricette incentrate sull’austerità e sul rigore dei conti, e più disposto a risolvere alcuni problemi pratici che angustiano la gente semplice ma operosa.

La stessa brava gente che deve assicurare il necessario alla famiglia e che è, al contempo, la linfa vitale delle nazioni, il popolo che si è stancato della globalizzazione senza frontiere (Toro).

URANO IN TORO. MUSICA TECKNO IN SALSA CASERECCIA

Urano potrà offrire i suoi servigi a Saturno in Capricorno perché farà il suo ingresso nel secondo segno zodiacale nel maggio di quest’anno. Una sede celeste dove il pianeta si accamperà (tranne alcune brevi pause) fino al 2024.

Si tratta di un autentico evento astrologico, dato che Urano fa il suo ritorno in Toro dopo una lunga assenza di 76 anni!

Avendo attraversato quasi ininterrottamente l’Ariete dal 2010 al 2017, il pianeta dei mutamenti rivoluzionari e della volontà perentoria darà tra breve un rapido assaggio della sua forza dinamica nel secondo spicchio zodiacale: uno dei meno propensi al cambiamento.

Il Toro è, infatti, simbolo del desiderio di stabilità e di continuità inciso profondamente negli esseri viventi, l’emblema dell’istinto atavico che ci spinge a soddisfare le nostre esigenze primarie di alimentazione e di possesso del territorio, entrambe condivise con i membri del nostro clan familiare.

In quale modo potrà, dunque, esprimersi già quest’anno un pianeta energico e sconvolgente come Urano?

Svolte politiche tese, ad esempio, a stabilizzare la crescita economica, ma anche ad assicurare una maggiore continuità lavorativa, specialmente a chi deve provvedere alla propria famiglia; mutamenti radicali a livello politico e sociale volti a privilegiare la difesa del territorio e della cultura locale, ma anche l’identità della propria etnia.

Uno sviluppo storico di questo tipo lo abbiamo visto esprimersi in forme estremamente accentuate ed esasperate nel corso del transito di Urano in Toro precedente.

Negli anni tra il 1934 e il 1942 abbiamo assistito, infatti, all’ascesa di movimenti politici totalitari come il nazismo e di intere nazioni come la Germania votati alla difesa ossessiva della propria presunta “razza ariana” e del proprio presunto “spazio vitale”.

Il quadro celeste in cui s’inserirà Urano in Toro nei prossimi anni sarà, per fortuna, diverso e assai meno adatto all’attecchimento di ideologie così razziste e nazionaliste, ciò non toglie però che esso moltiplicherà gli sforzi di coloro che vorranno risolvere i gravi problemi economici creatisi in precedenza (con Urano in Ariete leso da Plutone in Capricorno) attraverso nuove forme di protezionismo a livello locale, ossia di chiusure selettive nei confronti di merci e persone che si presume possano danneggiare il proprio paese o la propria regione.

L’unico impulso che l’ingresso di Urano in Toro riuscirà ad infondere veramente sul piano globale e universale sarà probabilmente quello della difesa radicale ed estremistica della Natura, messa in gravissimo pericolo dall’avidità umana.
Una causa, quella ecologica, molto cara al secondo segno dello Zodiaco, come sappiamo.

Nei prossimi mesi Urano in Toro formerà il già nominato trigono con Saturno in Capricorno e quindi possiamo aspettarci che la volontà realizzativa del pianeta non seguirà solo l’istinto possessivo e vorace del segno, ma saprà operare con il necessario distacco ed auto-controllo.

L’unico aspetto negativo che esso riceverà sarà quello di Marte in Aquario nel suo anello di sosta: attenzione, perciò, a possibili reazioni violente da parte di individui e gruppi di attivisti intenzionati a rivendicare libertà e diritti civili eventualmente calpestati dalla crescita di nuove forme di conservatorismo.





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