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TIPI PSICOLOGICI. GLI ANSIOSI : COME RICONOSCERLI

a cura di Elena Cartotto
 

C’è chi riesce a farne arte, perfino musica, sdrammatizzando il caos, come Giovanni Allevi che con la sua Luna esiliata in Capricorno e decisamente stridente ai valori Ariete, il panico lo conosce: “Qualunque cosa fosse, è arrivata al momento giusto. Poi rifletto sulla parola. Panico è Pan, il dio Tutto. Il Tutto. All’improvviso mi è chiaro che il panico non è l’incontro con un vuoto paralizzante, ma è l’esperienza del nostro tutto, della dirompente energia creativa che è dentro ognuno di noi”.

La Luna, governatrice di umori ed emozioni, ha inevitabilmente a che fare con l’ansia generalizzata, specialmente nei suoi rapporti, buoni o cattivi non importa, con quel pianeta antilunare che è Urano. Lo sanno bene Carlo Verdone, nato con un trigono Luna-Urano, e Margherita Buy, afflitta da una quadratura Luna-Urano, che sono riusciti a rappresentare egregiamente se stessi e i loro condizionamenti planetari in quel film cult, almeno per i nevrotici veri o presunti,  che è “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”. Congiunzione Luna-Urano per Charles Schulze il mitico inventore di Linus e della sua copertina anti-ansia, e per la cantante Adele i cui disturbi connessi all’ansia e al panico sono cosa nota. Opposizione Luna-Urano per l’ansiosa Kim Basinger e ancora un trigono per l’attore Laurence Olivier.

La studiosa di astrologia psicologica Liz Greene affronta l’argomento nel suo libro “L’arte di rubare il fuoco”. A proposito dei rapporti Luna-Urano parla espressamente di ansietà cronica derivante dall’infanzia quasi non si fosse stati in grado di metabolizzare sconvolgimenti troppo precoci. Ciò ha generato un ricordo emotivo, mai reso consapevole alla coscienza, che di volta in volta si riattiva quando qualcosa che simbolizza la sicurezza viene minacciato da un cambiamento repentino. Da qui l’ansia anticipatoria e predittiva che spesso rende i portatori di aspetti Luna-Urano ottimi astrologi o comunque persone capaci di anticipare il futuro al fine di : “… prevedere l’intenzione degli dei prima che ti attacchino alle spalle”. Sostanzialmente una reazione compensativa e creativa all’ansia derivante dalle proprie lesioni planetarie: si cerca una sicurezza materna (Luna) tramite attività uraniane, perché manca la normale sicurezza emotiva e perfino materiale. 

Luna e Urano sembrano rappresentare elementi significativi in molti casi celebri di disturbo d’ansia generalizzato. E’ curioso, però, che quando i due pianeti non si rapportano direttamente tra loro, riescano comunque ad imporsi nella costellazione astro-psicologica dominante. La Luna negli ansiosi è spesso dominante per aspetti multipli e/ o posizione, mentre Urano quasi sempre non riesce ad esprimere in pieno la sua natura in quanto paralizzato da pianeti che lo imbrigliano come Saturno o lo combattano ad armi pari come Marte. Ciò rende bene l’idea di quell’agitazione emotiva e fisica tipica degli ansiosi che non riesce a placarsi qualunque cosa facciano.

Basti pensare alla Luna al discendente sia del pianista Arthur Rubinstein che di Woody Allen, il primo con Urano in prima casa quadrato a Saturno, il secondo con un Urano in 9 vertice di una croce a T.  O ancora alla Luna iperstimolata di Winona Ryder nota per essere andata in overdose di Xanax. La sua Luna è vertice di una croce a T e Urano è isolato. Barbra Streisand ha una Luna totalmente lesa in 5^ e Urano congiunto a Saturno, come congiunto a Saturno è l’Urano di Federica Pellegrini che ha sofferto di ansia da prestazione e la cui Luna è lesa senza recuperi.

Il disturbo d’ansia generalizzato non va confuso con un semplice attacco d’ansia,  infatti  il DSM, ossia il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali non comprende la dicitura “attacco d’ansia”, mentre presenta quella di “attacco di panico” in associazione al disturbo di panico. Come evidenzia lo psichiatra Vittorino Andreoli ansia e paura sono meccanismi fondamentali nella risposta umana alla sfida dell’adattamento: l’ansia potenzia le nostre risorse, la paura la percezione del rischio. Quando si genera un cortocircuito come può avvenire in seguito a stress prolungati, a lutti non elaborati e via dicendo, l’ansia diventa permanente nonostante i motivi scatenanti non sussistano più. Si genera così uno stato emotivo perennemente sovraeccitato che si evidenzia con agitazione, movimento continuo, tremori, rossori, gesti rituali, insonnia, irritabilità, irrequietezza, reazioni emotive sproporzionate, muscolatura rigida. L’ansia generalizzata può poi declinarsi in maniera specifica come, ad esempio accade, nei disturbi ossessivo-compulsivi.

Esattamente come accade con l’ansia, anche la paura può assumere una veste patologica. La paura derivante dalla percezione di un pericolo determina nell’uomo due possibili reazioni: la fuga o l’attacco. Quando il meccanismo difensivo innescato dalla paura si altera, spesso proprio per un’ansia non metabolizzata, le possibili reazioni si esasperano determinando o un’aggressività incontrollata o una situazione paradossale in cui il soggetto pur in una condizione tranquilla, si sente minacciato da un pericolo immaginario spesso consistente in un senso di morte imminente: è l’attacco di panico. Tachicardia, iperventilazione, senso di soffocamento, paralisi improvvise di una qualche parte del corpo, sudorazioni, costituiscono  l’espressione fisica dello stato psichico.  Spesso l’attacco di panico viene confuso con l’infarto. Il vero problema nasce quando l’attacco di panico non rimane un unicum, ma si ripresenta determinando l’insorgere di una vera  e propria malattia i cui periodi di latenza, quelli tra un attacco e l’altro, diventano un vero incubo per chi li vive in quanto la persona è terrorizzata al solo pensiero di poter ripetere la stessa esperienza. Di conseguenza la paura alimenta angosce di ogni genere che immobilizzano la persona impedendole un’esistenza normale.

Chi soffre di attacchi di panico finisce per temere la solitudine, non vuole muoversi da solo, si attacca ai medicinali in maniera impropria e via dicendo. Sicuramente ci sono terapie farmacologiche fondamentali a supporto degli interventi psicologici, ma vanno seguite con criteri che solo i medici possono determinare.

La manifestazione dell’attacco di panico, in quanto improvvisa, ha una matrice evidentemente uraniana che nel suo collegamento con la Luna può predisporre una base ansiogena perfetta per lo sviluppo di questo disturbo. L’attacco di panico in sé, però, presenta una costellazione astrologica davvero particolare riscontrabile in una percentuale altissima di casi, ossia l’aspetto Marte-Nettuno.

Per quanto riguarda i personaggi celebri presi in esame qui e che, con sfumature diverse, hanno sofferto di attacchi di panico, l’aspetto conflittuale Marte-Nettuno caratterizza Barbra Streisand, Britney Spears, Charles Schulze, Federica Pellegrini, Laurence Olivier, Luciano Pavarotti, Arthur Rubinstein, Winona Ryder. La congiunzione Marte/Nettuno parzialmente lesa costella il tema di Kim Basinger, mentre il sestile tra i due pianeti si trova nelle stelle di Margherita Buy. Gli unici a non avere rapporti diretti Marte-Nettuno sono Woody Allen, Adele e Carlo Verdone: solo tre su tredici. In più Woody Allen ricostruisce sostanzialmente le medesime valenze degli altri grazie ad un Nettuno in prima casa totalmente leso dal Sole che, con Marte e Plutone, rimane il terzo pianeta maschile e di azione. Adele ha un Nettuno dominante ad occidente in trigono al Sole. Di conseguenza solo in Carlo Verdone le manifestazioni panico/aggressive non hanno un carattere marcatamente nettuniano.

Questo importantissimo ruolo di Nettuno nei suoi aspetti con Marte o, in secondo battuta col Sole, nell’insorgere degli attacchi di panico, può essere letto come l’espressione di una relazione anomala tra pianeti totalmente diversi che si esasperano e si bloccano a vicenda. Scriveva Lisa Morpurgo nelle sue “Lezioni di astrologia” a proposito del rapporto Marte-Nettuno: “Marte tende a prendere in considerazione solo i lati più concreti e aggredibili di una realtà circostante semplificata, mentre Nettuno mette costantemente in discussione tale realtà, proponendone una o più alternative, e sottrae così all’aggressività anche gli obiettivi più evidenti”. Si parla di un’aggressività totalmente disorientata, quasi fosse ubriaca, che deformando la realtà si trova a combattere contro i fantasmi. Il soggetto colpito da attacco di panico vive per l’appunto un “attacco”, ossia un’aggressione, espressione tipicamente marziana, sotto forma di una morte immaginaria, valenza nettuniana,  ma estremamente realistica nel corpo.

Il risultato finale della sintomatologia variegata e destrutturante che accompagna gli attacchi di panico è esattamente quell’immobilismo timoroso tipico della configurazioni conflittuali di Nettuno che, poiché Marte e/o il Sole sono coinvolti, non è solo mentale o affettivo, cosa che accadrebbe con Mercurio o Venere, ma fisico: si ha paura a uscire, a muoversi, a vivere un’esistenza che si avverte ormai fuori dalla normalità. Probabilmente le case su cui snodano gli aspetti Marte-Nettuno possono suggerire l’effettiva origine della nevrosi.





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