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LA DISUGUAGLIANZA SOCIALE

a cura di Lidia Fassio
 

Il secolo scorso i è chiuso con i primi veri “sentori” di crisi che, tuttavia, erano ancora accompagnati dall’illusione e dalla speranza che tutto sarebbe rientrato attraverso l’aumento della produttività che, ovviamente, avrebbe incrementato i consumi per cui tutto l’ingranaggio messo in piedi dal capitalismo imperante sarebbe ripartito alla grande.

Gli anni sono passati e i problemi si sono esacerbati ed è arrivato il tempo di aprire gli occhi e di prendere coscienza che le cose non stanno affatto in questo modo visto che le risorse finanziarie mondiali vanno assottigliandosi, il potere di acquisto della classe medio-bassa diminuisce a vista d’occhio e, cosa ancora più angosciante, molte persone hanno perso o perdono il lavoro sprofondando in un vortice di improvvisa povertà, cosa impensabile, negli ultimi cinquant’anni del secolo scorso.

Lo sviluppo che tanto ci ha affascinato e travolto è diventato pian piano un boomerang giacchè la filosofia capitalistica si è prodotta solamente in situazioni egoistiche senza pensare a distribuire in maniera equa le risorse e senza porsi il problema che i paesi sfruttati avrebbero prima o poi avuto una loro “primavera economica” per cui avrebbero cambiato gli equilibri imponendo la loro legge di mercato molto più competitiva, dato che il costo del lavoro in quei luoghi è notevolmente più basso.

Nei paesi occidentali stiamo assistendo quindi ad una lenta e graduale inversione di rotta che vede nuovamente riaffacciarsi lo spauracchio di una grandissima e gravissima disuguaglianza sociale poiché sembra esserci un intento sotterraneo che spinge chi è ricco a veder aumentare costantemente le proprie ricchezze mentre, chi vive del proprio lavoro, si può trovare improvvisamente in uno stato di precarietà in cui diventa difficile sbarcare il lunario e provvedere ai bisogni quotidiani.

Questa è la triste realtà di questi ultimi anni e, ancora una volta, sembra che non vi sia coscienza da parte di chi gestisce il tutto che, senza un sistema economico basato su altri presupposti, non ci sarà nessuna vera possibilità di sviluppo sociale dato che lo stesso può prosperare solamente laddove le ricchezze vengano ripartite in modo equo tra tutti coloro che portano il loro contributo per aumentarle e stabilizzarle.

Se la ricchezza si basa esclusivamente sul “consumo” assisteremo ancora ad una ulteriore depredazione di risorse che si stanno inevitabilmente assottigliando  per cui, nei momenti  di crisi e il potere di acquisto diminuisce, i consumi si riducono con la conseguenza che diminuisce anche il lavoro per le aziende che devono a loro volta ridurre il  personale, quando non chiudere addirittura i battenti.

Purtroppo ci stiamo rendendo conto molto velocemente che la politica non è assolutamente in grado di gestire l’economia per cui, gli interessi sono completamente nelle mani di chi manovra grandi capitali; le multinazionali e i grandi gruppi finanziari continuano a dettare le loro regole sconvolgendo sempre più gli equilibri mondiali creando un clima di notevole insicurezza, la stessa che hanno vissuto fino a poco tempo fa i paesi del terzo mondo e che, ancora, vive una buona parte dell’Africa.

Sappiano che Plutone è il signore dello Scorpione, segno che governa soprattutto i grandi movimenti finanziari e alcune risorse, quale quella del petrolio e, da quando è entrato in Capricorno è stato praticamente sempre in quadratura ad Urano che transita l’Ariete anche se, nell’ultimo anno  è stato in sestile con Saturno che transita lo Scorpione, con il quale sembra aver ricreato, almeno temporaneamente, un sodalizio tra i poteri occulti e i governi senza che siano chiari i disegni e gli intenti.

I transiti degli ultimi anni stanno coinvolgendo dunque Capricorno, Ariete e Scorpione e questo sottolinea il grande bisogno di cambiamento che però non sarà attuabile fino a che non sarà fatta chiarezza nelle intenzioni che si muovono al di sotto delle leggi che governano il mondo sotto il profilo economico, politico e sociale che sembrano contrapporsi ai nuovi progetti che Urano cerca di portare alla consapevolezza.

Sembra continuare la cecità da parte di chi gestisce le risorse dimostrando incapacità o mancanza di volontà nel comprendere che la sicurezza sociale è assicurata solamente dalla condivisione e distribuzione delle ricchezze per cui, questa modalità che tende ad arricchire sempre più chi ha già tanto, impoverendo la gran parte delle persone, sembra non solo disfunzionale ma demenziale.
Alcune statistiche indicano una perdita progressiva di benefici nel 98% delle persone a fronte di un 2% che, invece, incrementa i suoi già fin troppo lauti guadagni.

Chi occupa le stanze dei bottoni si è dimenticato che è il popolo ad essere sovrano mentre si adopera per difendere gli interessi dei grandi capitali: stiamo assistendo in quasi tutto il mondo a uomini di governo senza qualità e carisma, ma soprattutto, senza ideali che, pertanto, si mettono a disposizione dei grandi poteri finanziari perché mancano di idee, di valori e di coraggio. Non si intravedono nuove soluzioni e, attualmente, l’unica ispirazione sembra essere quella di aumentare la tassazione gravando ancora di più su chi lavora.

Senza dubbio i grandi statisti di un tempo avevano ben altre frecce al loro arco mentre questo periodo si caratterizza per la pochezza, la mediocrità e la bassa coscienza collettiva.

Stiamo tornando indietro e molte conquiste che sembravano assodate non esistono più perche sono messe in discussione dagli imperativi del mercato che tendono a fagocitare completamente l’uomo facendolo diventare “merce spendibile, da collocare sul mercato”.

Se si perde un lavoro diventa sempre più difficile riciclarsi, soprattutto se si hanno più di quarant’ anni mentre, sull’altro fronte si va in pensione sempre più tardi per cui diventa arduo per i giovani entrare come parte attiva nel mondo sociale e professionale. Assistiamo ad una logica schizofrenica dato che i giovani sfiorano il 30% di disoccupazione ma, per contro, si lavora fino a quasi settant’anni, il che significa che non si generano nuove possibilità e la competizione si fa molto più agguerrita di 20/30 anni fa.

Purtroppo, ancora una volta, Plutone sta mettendoci di fronte alle grandi “ombre collettive”, quelle che riguardano il potere, la violenza e l’avidità con cui ogni individuo dovrà fare i conti; noi occidentali siamo chiamati ad interrogarci sui tanti   “bisogni” e su chi li ha pagati direttamente con lo sfruttamento e la perdita di dignità.

Le nuove vie che Urano cerca di intravedere dovranno tener conto dell’ombra che continuiamo a  proiettare fuori di noi, su altre nazioni e popoli, caricando gli stessi della forza creativa e propulsiva che stagna e che, pertanto, non potrà essere utilizzata se non illuminando e trasformando le paure rinnegate.

Sembra quasi di rivivere i prodromi della fine dell’impero romano, un periodo in cui la perdita di valori, il potere e il desiderio di dominare, tipici di quella cultura, furono interamente proiettati sui Barbari del tempo; anche allora i romani, che si ritenevano fortemente evoluti, evitarono di riconoscere le loro ombre e vennero travolti dalla storia e della decadenza morale, civile e di comportamento che li fece “imbarbarire” fino al crollo totale della loro civiltà.

Forse è tempo di chiudere con le grandi illusioni che ancora una volta ci sarà un lieto fine e che tutto tornerà come prima; è ora di svegliarci (Urano parla di risveglio delle coscienze prima di tutto) e di capire che è da ogni singolo individuo che devono partire i semi del rinnovamento futuro e che siamo chiamati dalla storia a mettere in campo energie nuove e diverse.

Siamo ancora in stato di trance e, affinchè restiamo in questo stato, chi governa, continua a sedarci con paure generate da notizie terribili che hanno lo scopo di inibirci e di congelare le iniziative che potrebbero dar vita alle enormi possibilità insite in questo tempo di crisi.

Urano e Plutone ci ripetono che dobbiamo essere noi a scegliere la strada: loro non faranno che riflettere il nostro operato.

In tutto questo sfacelo possiamo però contare su Nettuno in Pesci che, se da un lato, evidenzia il caos che regna in tutte le persone e nel mondo, dall’altro ci ricorda che solo da una situazione di disgregazione di ciò che esisteva prima e che non è più adatto ai tempi  possono nascere nuovi ideali che potranno poi trovare collocazione nella vita reale. Ci vorrà del tempo per afferrare il suo messaggio ma, dato che soggiornerà per tanti anni in questo segno, lascia sperare ad una lenta ma graduale inseminazione che potrà cominciare ad essere percepita quando Urano entrerà in Toro e si troverà anch’esso in un segno femminile.

Questi ultimi tempi sono stati caratterizzati da una costante opposizione ai segni femminili (Cancro e Bilancia) riducendo al minimo l’espressione di valori diversi che anzi, si sono visti schiacciare di fronte alle logiche della conquista e della sopraffazione tipiche dei lati ombra del Capricorno e dell’Ariete.

Pesci e Toro potrebbero invece rimettere in campo valori importanti quali quelli della solidarietà, della spiritualità e del rispetto di tutti e della terra sfrondati dagli stupidi buonismi e dalle troppe sovrastrutture che nascono dalla paura della diversità.  La collaborazione tra Nettuno in Pesci e Urano in Toro (in sestile tra loro) potranno portare ad un modo diverso di gestire le risorse, presupponendo  “economie” che tengano conto del fattore umano e delle risorse naturali e, soprattutto, della necessità che tutti si possano sentirsi parte del mondo in cui operano e vivono.

Nettuno è contrario ad ogni discriminazione e, se saremo capaci di sintonizzarci sulle sue energie, ci permetterà di capire che solo un’unione di intenti finalizzata ad un diverso modo di vivere permetterà di cambiare realmente le cose dando vita ad un nuovo corso della storia; Nettuno supporterà una “nuova coscienza collettiva” capace di mettere fine al potere di pochi su tanti, sostituendola con un vero senso di condivisione e di cooperazione all’unico grande bene che tutti  possediamo: la vita.





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