Marte : il Dio della guerra







Daniela Grazioli


Marte il dio della guerra, il fiero guerriero incurante del pericolo, così virilmente bello con i lucenti e guizzanti muscoli pronti allo scatto, insomma il Russel Crowe del “Gladiatore”, ebbene di tale bellicoso dio il mito racconta che è stato generato dalla sola Era, per partenogenesi; in sostanza nelle vene di Marte, che in un certo senso è quasi il prototipo del “maschio”, non scorrerebbe neppure una goccia di concreta “maschilità”.
Tuttavia nel nostro immaginario, Marte è certamente il più virile tra gli dei, anzi le sue qualità sembrano appartenere solo al “maschile”: Marte è fisicamete forte, muscoloso, è energico, scattante, veloce, coraggioso, combattivo e così via; le arti marziali che da lui prendono il nome non sono certo il genere di cose adatte a timide e delicate fanciulle. Insomma questa nascita avvenuta per partenogenesi da una dea chiaramente femminile adombra, allude a qualcosa di misterioso e indecifrabile.

E in effetti qualcosa di strano c’è in questo divino guerriero che si muove solo sull’onda delle emozioni e dell’istinto, che è per così dire profondamente “uterino” nelle sue reazioni, che non sono filtrate dalla ragione, ma pure manifestazioni istintive, in questo senso Marte è “femminile”, perché più che “agire”, “re-agisce” agli eventi, che è una modalità di comportamento tipicamente femminile. Vero figlio di sua madre che non fece altro che “reagire” nei modi più diversi, ma sempre con rabbia, alle infedeltà di Zeus,il nostro Marte dovrà imparare a passare dalla semplice reattività emotiva ed istintiva agli eventi, all’azione, all’iniziativa che parte dalla coscienza dell’io: questo è il difficile passaggio che il Marte di ognuno di noi deve affrontare.
Marte è un principio di forza e di conquista e riguarda sia la difesa, sia l’affermazione dell’io, è il pianeta che affronta e conquista il mondo, che porta l’io all’esterno, fuori. Che diventi azione consapevole, mera aggressività o rabbiosa ed impotente passività dipende da quanto riusciremo a diventare coscienti padroni della nostra forza, e non incosapevoli schiavi.
Inizialmente, come ci indica il mito, Marte è soprattutto istintivo, non si ferma a pensare, rapidamente scatta, l’attesa, il rinvio, non fanno parte della sua natura, ragisce subito ogni volta che si sente minacciato oppure impulsivamente si getta quando desidera qualcosa, sarà tramite il confronto con la volontà esterna che potrà scoprire la sua vera forza.

Si comprende quindi quanto siano importanti i primi incontri/scontri tra la nostra volontà d’affermazione e quella esterna, infatti da una parte l’altrui riconoscimento della nostra forza, di riflesso ce ne rende coscienti e dall’altra parte i confini che l’esterno impone al nostro bisogno d’affermazione, mentre ci limitano, ci indicano lo spazio che ci spetta. Se da parte dell’ambiente non ci sarà riconosciuto alcuno spazio o ci sarà troppa intrusione e poco rispetto dei confini dello spazio che ci spetta, il nostro Marte soffocato ed inibito non sarà in grado di entrare in contatto con l’io, che di conseguenza non potrà acquisire consapevolezza di quanta e quale tipo di forza dispone per alimentare e investire nei propri obiettivi e desideri.
Marte rappresenta un’energia molto legata alla sfera istintiva e per quanto, evolvendosi, possa essere sublimato e dirigersi verso obiettivi più sofisticati e sfaccettati rispetto ai semplici bisogni istintuali, resta tuttavia sempre legato all’istinto vitale.
In questo senso è il contatto con la forza e l’energia vitale che si perde quando marte non funziona, perché invece di difendere e sostenere l’io nei suoi bisogni vitali di affermazione e conquista, si può perdere ed esaurire in mille inutili direzioni, oppure frustrato, soccombere, o diventare distruttivamente esplosivo, o anche, nei casi più gravi, rivolgersi contro lo stesso io e diventare autodistruttivo.

Marte è l’ultimo dei pianeti personali, prima di lui vicino al sole ci sono mercurio e venere, ciò significa che una volontà d’azione consapevole e coerente con i bisogni e gli obiettivi del proprio sole è possibile solo quando l’io ha appreso tramite mercurio a discriminare ed organizzare le percezioni, e tamite venere a scegliere le “cose” e le esperienze che lo fanno crescere e stare bene. E’ chiaro che se le due funzioni rappresentate da mercurio e venere non adempiono adeguatamente i loro compiti, l’azione di marte mancherà di solide basi e facilmente sarà insufficiente e confusa.


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