Astrologia e linguaggio simbolico







Lidia Fassio


Da tantissimi anni mi interesso di astrologia che, ovviamente è una chiave di lettura simbolica dell’universo e dell’uomo.
L’astrologia ha radici antichissime ed è impregnata nella psiche dell’uomo attraverso i suoi simboli. L’astrologia usa i pianeti per leggere i grandi principi universali e cerca di comprendere come essi vengono a trovarsi legati tra loro anche nella vita umana.
Questa materia, che un tempo era considerata ‘scienza sacra’ in quanto rappresentava la possibilità di intuire certe realtà simboliche dell’Universo; oggi è soggetta a grande degrado, ad oscurantismo, ridotta e mercificata nei modi più incredibili proprio per la difficoltà dell’homo tecnologico di intuirne il contenuto simbolico. Il simbolo può esprimersi da 1 a 1000 , questa è la sua incredibile potenzialità, ma la possibilità di leggerlo in ampiezza dipenderà dalla capacità dell’interprete.
Oggi l’astrologia è svuotata dei suoi contenuti più elevati e il simbolo viene pertanto ridotto alle sue parti più basse e materiali.
Oggi si discute moltissimo se l’astrologia sia una scienza o un’arte … io direi che è entrambe le cose in quanto: è un’arte nella sua applicazione ma è una scienza perché ubbidisce a leggi fisse e perenni nel tempo.

Tuttavia, in questa fase storica l’astrologia tra i suoi adepti annovera pochissimi artisti e pochissimi scienziati: purtroppo la maggior parte degli adepti ha interessi molto più bassi legati per lo più alla sfera materiale o all’egopatia.
Nell’antichità invece, veniva applicata da sacerdoti che erano iniziati, persone il cui spirito era proteso alla conoscenza della globalità dell’Universo.
Tutti i testi sacri dell’antichità hanno illustrazioni che riportano ai simboli archetipici dello Zodiaco nei loro aspetti cosmologici, intesi come tramite tra la terra e il cielo, tra l’uomo e Dio; ancora oggi possiamo rintracciare i suoi simboli in molte chiese, anche se la Chiesa oggigiorno rinnega l’Astrologia.
Alla luce dell’astrologia ogni forma di vita incarna una precisa funzione all’interno di un sistema molto più grande e il tutto è legato dal senso di evoluzione cosmica, così come ogni vita incarna lo spirito nel suo eterno divenire.
L’astrologia usa i simboli che l’uomo primitivo vedeva nel cielo: l’uomo è stato sempre un grande osservatore e, fin dai tempi remotissimi, ha cercato di leggere analogie tra quello che succedeva nel cielo e i fatti della vita sulla terra.
Aveva capito che c’era un legame tra i movimenti celesti e il suo divenire e così ha cominciato a interessarsi e a cercare di interpretare il linguaggio di questi simboli, che sono legati ai grandi principi primi.

L’uomo, capace di provare istinti, emozioni e sentimenti, comincio’ a proiettare qualità positive e negative che appartenevano al suo mondo interno (e che non erano percepibili dalla sua coscienza) sulla volta celeste e questa modalità ha fatto si’ che, nel tempo, i pianeti siano diventati il simbolo delle funzioni psichiche che l’uomo però vedeva, almeno inizialmente, come ‘esterne a sé’, come se non gli appartenessero… l’uomo ha cominciato a vedere negli astri in cielo, quasi dei personaggi che sembravano diventare ‘padroni del suo destino’ .. a loro si dava sempre più potere. L’uomo cercava di scorpire negli astri qualcosa che gli permettesse di leggere il parallelismo tra macrocosmo e microcosmo. Nacque così l’idea di poter percepire negli spostamenti dei pianeti anticipazioni rispetto ai cambiamenti e agli accadimenti umani.

L’astrologia è diventata pian piano lo strumento capace di studiare e interpretare le trasformazioni e i cambiamenti periodici che avvenivano in natura, nei grandi regni e nel frattempo si cercavano parallelismi all’interno della vita e dell’anima dell’uomo.
E’ ovvio che i pianeti nell’antichità sono sempre stati visti come forze che potevano determinare l’uomo sulla terra: bisogna comprendere che l’uomo antico, non possedeva la capacità di concepire un inconscio separato da una coscienza.
Ricordo che questa possibilità è molto recente (1900 circa) e l’uomo antico doveva proiettare tutto all’esterno: qualsiasi cosa gli accadesse non poteva pensare che partisse da sé ma la proiettava all’esterno: se era buona apparteneva a Dio e se era negativa era sicuramente frutto di forze oscure e demoniache.
In ogni caso l’astrologia non è altro che la rappresentazione simbolica degli ‘elementi primi’ che si trovano in natura, elementi di cui è composta la realtà. Questi principi primi si chiamano: SOLE, LUNA, MERCURIO, VENERE, MARTE, GIOVE, SATURNO, URANO, NETTUNO E PLUTONE e rappresentano i piani attraverso cui la realtà universale può manifestarsi al più piccolo piano umano: più noi siamo in contatto con questa realtà e più avremo modo di comprenderla ed interpretarla.
Anche se l’astrologia a tutt’oggi viene ancora purtroppo vista come un mezzo per conoscere il Destino, e magari cambiarlo, in realtà essa merita molto di più in quanto è molto più sofisticata ed interessante e può permetterci di comprendere il profondo legame che esiste tra l’uomo e l’universo che lo accoglie.

Voglio sottolineare quanto sia – almeno per me – insensato il concetto di Destino che, nella mente di questi pseudo astrologi viene visto come un qualcosa che ci è stato dato e che ci muove dall’esterno, dimenticando che se così fosse non ci sarebbe neppure la possibilità di cambiarlo conoscendolo in anticipo; e, se si può cambiare, vuol dire che non esiste un destino che ci determina, ma solo delle possibilità che noi ci giochiamo attraverso le nostre scelte.
L’astrologia ci consente di poter essere in armonia con i principi primi proprio perché il nostro destino si possa compiere: e qui, per destino intendo ‘diventare quello che potenzialmente siamo alla nascita’.
Attraverso questo strumento possiamo meglio interpretare e conoscere le forze che sono in gioco e che, simbolicamente rappresentano parti di noi che sono in sintonia con le parti celesti.

Faccio un esempio:
Se io nel mio tema natale ho un rapporto che lega il mio Mercurio al mio Saturno, questo non mi determinerà in alcun modo, ma simboleggerà il fatto che sono particolarmente incline a percepire il senso della responsabilità e della maturità attraverso il simbolo di Mercurio; significa dunque che il mio schema mentale sarà più portato ad essere razionale, pratico, a vedere con più facilità il rapporto con la realtà e la logica e che sarò più propenso a credere al mondo della manifestazione piuttosto che al pensiero astratto e alla fantasia, sono potenzialmente un pragmatico. Significa anche che, con molta probabilità, nel periodo in cui ho affrontato il mondo incominciando ad interagire con esso, ho percepito che era meglio analizzare ed essere cauto e guardingo, perché nell’infinito bagaglio di possibilità, questa si è sicuramente rivelata quella meglio accettata nell’ambiente in cui sono nato e vissuto, quella piu’ premiante e che mi permetteva un miglior adattamento interno-esterno.
Questo simboleggia un mio particolare modo di essere che non necessariamente mi determina o mi domina o mi costringe, ma semplicemente mi rappresenta…ciò che è espresso nei simboli astrologici è semplicemente il riflesso di un particolare modo di vedere e di comprendere la realtà.
Nulla mi vieterà di diventare fantasioso o di essere creativo; ne più o né meno di quanto una predisposizione alla musica non mi vieta per questo di diventare una persona capace anche di affrontare la vita pratica e la quotidianità.
Gli astri inclinano, non determinano diceva Paracelso. Per cui, parlando di astrologia non possiamo andare lontani da quello che possiamo vedere nel determinismo biologico: è vero che noi siamo figli di un uomo e di una donna che ci hanno passato il loro DNA, questo è un fatto che in un certo modo sarà imprescindibile, ma quello che noi faremo di questo patrimonio, non può essere letto a priori perché dipenderà dalla nostra volontà, dalla nostra capacità di comprendere ciò che abbiamo all’interno e dalla capacità di arrivare a conoscerci veramente:
“Ciò che non conosciamo di noi lo vivremo come fato” – diceva Jung –

L’importante dunque è di vedere i simboli planetari come simboli interni, facendoli propri e facendoli vivere come funzioni psichiche che altro non sono che istruttori celesti che cercano di sovraintendere al nostro divenire.
I primi 7 simboli planetari sono conosciuti da sempre (dai Sumeri) e rappresentano energie e principi molto più consci, e più facili da comprendere. I pianeti compresi tra il Sole e Saturno sono rimasti i soli conosciuti fino al 1717 e pertanto, sembrerebbe anche che l’uomo abbia avuto bisogno di rafforzare moltissimo la sua parte cosciente, la sua personalità e il suo Io prima di essere in grado di affrontare i simboli che sono legati alla possibilità di riconoscere forze che sono all’interno di noi ma che la coscienza fatica a vedere e comprendere e a integrare.
La scoperta degli ultimi 3 simboli è infatti coincidente con il bisogno di cogliere energie più sottili; di percepire le dinamiche inconsce fino a giungere alla completa trasformazione che può riportarci al senso di unità perduta.
Proprio in questo periodo storico in cui tanto si parla di Io, di inconscio e di individuazione, l’uomo cerca di diventare padrone di ciò che si muove nel suo interno e, forse, non tarderà a venire la possibilità di integrare queste due parti.
Jung sosteneva che il cammino dell’individuazione non è altro che rappresentativo del desiderio del SE’ di sedurre l’Io, affinché dopo essersi differenziato e identificato possa riunire questo asse in una situazione di totale unità e consapevolezza.

Le generazioni attuali hanno dunque il compito di riunire i simboli di ‘ cielo – universo’ a quelli di ‘terra – uomo’ affinché l’intero sistema universale riflesso nel sistema psichico possa diventare familiare come lo è quello della coscienza.

Così, dopo il trionfo delle teorie, dell’astrazione, del concetto e della razionalità che riducono la realtà a piccole frammentazioni che vivono di separazione, di divisione e di parcellizzazione, forse siamo arrivati a comprendere che sono esistiti altri modi di fare esperienza e di conoscere la realtà che non possono inserirsi in ciò che chiamiamo ‘logica’. Infatti, tutto ciò che è legato al Mito è automaticamente contrapposto al Logos e questo significa che la coscienza mitica (che ha preceduto quella logica) non separava il mondo soggettivo da quello esterno, anzi, tra i due esisteva quella che veniva chiamato ‘senso di partecipazione’.

L’Astrologia si riferisce sicuramente a un modello di partecipazione più che a un modello di divisione; tuttavia, ad una lettura attenta e psicologica possiamo ritrovare entrambe le modalità, almeno nella loro sequenza: unità indifferenziata – separazione divisione frammentazione coscienza – ritorno all’unità in modo conscio.

Questo è ciò che l’astrologia riflette e ciò che un tema natale cerca di farci notare, come la nostra vita altro non sia che un viaggio simbolico in cui da totalità indivisa e indifferenziata (sia fisicamente che psicologicamente), noi dobbiamo passare attraverso esperienze di coscienza che hanno il solo scopo di farci percepire il senso di separazione, di differenziazione, di polarità importantissimo al fine di raggiungere un’identità solida che possa essere spinta, senza paura di disintegrazione, verso un senso di partecipazione al mondo e al tutto (ritorno all’unità in totale consapevolezza).

Tutto questo però può essere letto attraverso i simboli che assumono il significato di ‘specchio’ perché riflettono l’invisibile che, in questo modo può essere percepito.
Con il simbolo l’uomo riesce a scavalcare la dicotomia che c’è tra la realtà e il suo significato profondo, inaccessibile nella sua completezza.
L’Astrologia non fa altro che esprimere una realtà archetipica che va al di là dello spazio e del tempo ed è nata dal profondo bisogno dell’uomo di sentire che la propria esistenza è ordinata, progettata ed inserita in un contesto che ha un senso preciso e che, soprattutto, non è separato da lui.

Il modo di leggere i simboli dell’astrologia non va al di là di quello che gli antichi avevano da sempre intuito: quel ‘come sopra – così sotto’ che non fa altro che confermare che quello che succede in basso non può essere altro che il riflesso di ciò che accade in alto
In questo modo, attraverso il principio di sincronicità si sono uniti l’Universo e la Psiche.
Per questo, l’intero sistema astrologico altro non è che una chiave di lettura simbolica dell’universo, dell’uomo e della sua psiche.
Lo stesso Jung studiò a lungo l’astrologia e fu affascinato dal fatto che in essa fossero presenti ben 12 tipologie archetipiche di profili psicologici ognuno con un suo preciso simbolismo che l’uomo sente impresso profondamente al punto da percepirlo nella corporeità.

Ogni singolo segno ci ricorda un viaggio simbolico che l’individuo dovrà fare giacché l’archetipo (Ariete – Toro, ecc.) diventerà proiezione concreta che modellerà la forma sensibile percorrendo tracce di categorie universali che manifestano il loro potere attraverso una forma che si realizzerà nella singolarità dell’individuale.



Ovviamente, quando parliamo di simbolismo astrologico e di lettura di un tema natale non si intende minimamente che in esso sia impresso il futuro di una persona (questa è una vera follia), si intende invece che in esso vi sia la possibilità di interpretare i simboli che sono lo specchio delle nostre funzioni psicologiche e di comprendere in che modo tenderanno ad organizzarsi e quale progetto archetipico è presente e cercherà di manifestarsi nel lungo viaggio che è la nostra vita.

Con l’Astrologia può essere più facile che con altri strumenti evidenziare quali funzioni della nostra psiche sono più facilmente comprese ed espresse e quali invece sono da sviluppare e da integrare nel nostro percorso.

In senso più allargato però l’Astrologia sembra far intendere che l’uomo è un insieme, un’unità olografica che contiene dentro di sé ed in sé l’informazione totale dell’Universo di cui fa parte e con cui continua a scambiare informazioni ed energie. Lo stesso tipo di relazione che intrattiene l’uomo con l’Universo la troviamo all’interno del suo corpo tra cellule, atomi e particelle, nonché tra la sua psiche e il suo corpo.
L’Astrologia permette dunque di comprendere pienamente la relazione tra l’Uno e la Totalità e, il tutto è unito dalla legge di sincronicità che, come sostiene Paul Kammerer , non è altro che il “cordone ombelicale che connette pensiero, sentimenti, scienza e arte al grembo dell’Universo che li ha partoriti”.



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