Urano







Daniela Grazioli


Il 26 aprile 1781 urano fece il suo ingresso ufficiale nell’universo, la sua scoperta è attribuita a William Herschel, un musicista con l’hobby dell’astronomia. Due osservazioni sul modo e sui tempi in cui urano si offrì alla nostra conoscenza: il modo davvero eccentrico ci dice subito qualcosa sulla natura anticonvenzionale di questo pianeta, infatti che sia stato un musicista ad identificare urano nella piccola luce tremolante nel cielo che in precedenza un vero astronomo, cioè un esperto del mestiere, aveva più volte avvistato, è davvero insolito ed inaspettato, proprio come inattesa ed inconsueta sarà la presenza di urano nella nostra vita.

Nella mitologia greca, inoltre, urano è il signore del cielo stellato ed ama le forme perfette quali solo la mente può immaginare o progettare, idee ed ideali, che non appena diventano azioni ed opere, danno origine a prodotti che non realizzano mai compiutamente l’idea da cui provengono, ma sono solo brutte copie di tali idee, contaminate e corrotte dall’imperfezione della materia, solo nell’arte, o meglio nei capolavori dell’arte, l’idea trova la sua forma perfetta, la materia cioè aderisce e rende viva l’idea dalla quale l’opera scaturisce.

Ecco, urano, che arrivò a seppellire i suoi figli pur di non vederli, perché brutti e deformi, chi poteva scegliere come “padre terreno” per fare il suo ingresso nel mondo, se non qualcuno che come un musicista conoscesse ed amasse l’armonia? La musica inoltre, è la più impalpabile ed eterea delle arti, è fatta d’aria, di vibrazioni che si propagano nell’aria, ed urano, signore del cielo, è un pianeta d’aria.

Per quanto riguarda il periodo storico della sua scoperta, è sufficiente ricordare che quegli anni furono testimoni di ben tre rivoluzioni, la rivoluzione francese, americana ed industriale, tre rivoluzioni che abbatterono in un colpo principi e realtà fino ad allora creduti eterni ed assoluti e che cambiarono il volto del mondo. Insomma fin dalla sua comparsa nell’universo del nostro sapere, urano ci raccontò molto di sé, ci illuminò, come fanno i lampi quando rompono l’oscurità, e in un baleno sfolgorante ci rivelano ogni cosa, se siamo abbastanza rapidi da saperla cogliere.

In astrologia urano insieme a nettuno e plutone costituisce il gruppo dei transaturniani, i pianeti che vengono dopo saturno e sono fuori dalle mura, dai confini che saturno ha eretto attorno all’io. Urano è in mezzo, tra saturno, il guardiano della soglia, da un lato e nettuno e plutone dall’altro, è l’anello di congiunzione tra il mondo della coscienza racchiuso nelle mura saturnine e il mondo dell’inconscio, individuale e collettivo, ed uno dei compiti di urano è quello di portare i contenuti dell’inconscio alla coscienza che ne risulta così amplificata. In altre parole più la coscienza dell’io si espande ed integra contenuti prima inconsci, più l’io si avvicina al sé, acquisisce cioè consapevolezza della propria natura, di ciò che potenzialmente è e perciò potrebbe diventare, se si liberasse dai limitanti e spesso fuorvianti condizionamenti che l’adattamento all’ambiente gli ha richiesto. Urano ha il compito di risvegliare l’individuo a se stesso, di spingerlo a realizzare la propria autenticità e perciò liberarsi dai vincoli, le maschere, i ruoli e le sovrastrutture che non corrispondono a tale autenticità, ha il compito di fare in modo che la forma della vita di un individuo, la materia, le esperienze con le quali costruisce la propria vita, corrispondano e realizzino il più possibile l’ideale modello di potenzialità che gli appartiene, invece di corromperlo o deformarlo.

In qualunque modo facciamo esperienza di urano, sia attraverso un improvviso e liberatorio cambiamento di un settore della nostra vita, sia attraverso un senso di costante soffocamento, insofferenza, irritazione per le condizioni in cui ci troviamo, che inevitabilmente ci spingerà a cambiare, in ogni caso, dietro c’è sempre urano che preme perché ci liberiamo di ogni cosa ostacoli il processo della nostra autentica individuazione. Urano perciò, deve trovare il modo di far entrare nella coscienza i contenuti inconsci che va raccogliendo, in altre parole deve riuscire a collaborare con saturno, perché questi di quando in quando abbassi il ponte levatoio ed apra il portone della fortezza dell'io. Il nostro tema natale ci dirà se tra urano e saturno ci sarà una guerra continua o se sarà possibile un’alleanza e una collaborazione, infatti un saturno troppo rigido, deciso a mantenere lo status quo ad ogni costo, porterà ad improvvisi e catastrofici cambiamenti che lasceranno l’io sprovvisto di qualsiasi punto di riferimento, in sostanza urano nella sua furia liberatoria finirà per abbattere anche quanto di buono ed utile saturno aveva costruito. Viceversa un tema con un’eccessiva enfasi su urano, non lascerà spazio a saturno per costruire un affidabile, stabile e continuo senso dell’io, che sarà sempre proiettato verso il cambiamento. Insomma saturno ed urano devono assolutamente trovare un modo per collaborare, pena, in un caso, la fossilizzazione dell’io che, impermeabile ad ogni cambiamento, resta soffocato ed imprigionato nella sua fortezza, nell’altro caso invece un’eccessiva fluidità e propensione a cambiare non permette la costruzione di un saldo senso di identità dell’io.

Nel mito saturno ed urano sono implacabili nemici, infatti saturno è il figlio che spodesta il padre-urano, e vendica se stesso, la madre-Gea, e i suoi fratelli che urano a causa della loro deformità aveva confinato e nascosto nel ventre di Gea. Saturno, sollecitato dalla madre, evira con un falcetto urano, gocce di sangue cadono dalla ferita sulla terra, che partorisce le Erinni, le Furie, mentre il membro reciso precipita in mare e dalla sua spuma, così fecondata, nasce venere, la dea della bellezza, dell’amore e dell’armonia, l’unica figlia che urano poteva guardare con piacere e senza disgusto. Dalla lotta tra saturno ed urano perciò, possono nascere sia le Furie vendicatrici, sia venere. Le Erinni sono tre vecchie nere che hanno serpi al posto dei capelli e gli occhi che colano una bava velenosa, si chiamano Aletto l’Incessante, Tirifone la Rappreseglia, Megera l’Ira invidiosa, vivono sotto terra e come cagne rabbiose arrivano ogni volta che blocchiamo, soffochiamo, ignoriamo i cambiamenti necessari alla nostra individuazione, gridano allora la loro furia dentro di noi attraverso potenti sentimenti di rabbia e collera contro chi pensiamo ci blocchi o contro noi stessi che possono anche esplodere in una malattia vera e propria. Ugualmente le incontriamo fuori di noi, quando incuranti di tutto, prestiamo ascolto solo ad urano e sovvertiamo l’ordine della nostra vita, spesso senza alcun rispetto per chi ci è vicino che allora si trasforma nelle Furie. Tuttavia da questa lotta può nascere anche venere, la dea dell’amore e dell’armonia, l’unica creatura generata da urano nella quale l’ideale non viene corrotto dalla materia, in venere come nell’arte, c’è la conciliazione, la corresponsione tra idea e materia, tra le infinite potenzialità dell’idea e la necessaria limitazione della materia, allora forse è solo attraverso un’armoniosa e rispettosa strada di scambi venusiani che si può ottenere un’equilibrata collaborazione tra saturno ed urano.


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